COMUNICATO STAMPA
Il Modello Sardegna è l'unico in Italia che è in
linea con la convenzione ONU, ovvero consente la libera scelta dell'assistenza.
Siamo di fronte ad un sistema virtuoso, invidiato da tutte le regioni,
purtroppo questa Giunta vuole demolirlo, dicendo che vuole ristrutturarlo. La
verità è che vogliono tagliare, sono solo ragionieri, non pensano al benessere
delle persone. Non considerano che
l'incremento dei numeri è un investimento che porta risparmi più che doppi per
la sanità. Una sanità che sperpera tanto denaro pubblico con: balzelli,
appalti, full service, bustarelle, corruzioni, tanti baroni e così via, ho
tante prove documentali. Da anni
propongo un progetto concreto che produrrebbe una miglior qualità
dell'assistenza delle persone in area critica, e avremmo 4 milioni di risparmi
per 170 utenti. Il progetto prevede tutto: costi, profili, mansioni, benefici,
obbiettivi e finalità. Il tutto scritto in modo semplice e
comprensibile da tutti. L'assessore Arru ha condiviso il progetto, infatti a
gennaio ha fatto una delibera per un corso formativo di 90 ore, peccato che
l'assessorato al lavoro ci abbia messo 10 mesi per fare un bando incompleto di
programma, bando per le agenzie certificate e criteri di selezione. Se ne
riparlerà fra 7-8 mesi. Dopo dure lotte Luigi Arru ha proposto una
sperimentazione protetta da effettuare nell'ASL 8, che partisse a metà
novembre, con la garanzia del presidente Pigliaru. Speravo fosse la volta
buona, sbagliavo. Quattro giorni fa
hanno approvato una delibera che non dice nulla. Non prevede costi, compiti,
responsabilità, in buona sostanza una delega in bianco per il progetto ASL 8
allegato. Cosa dice il progetto ASL 8? Tutto e niente! Volutamente scritto in
burocratese e politichese, chiede disponibilità di caregiver e assistenti ma
non definisce i costi. Non definisce data di inizio e fine dei tre mesi della
fantomatica sperimentazione. Non elenca le mansioni peculiari degli infermieri
della rianimazione. Il compito degli infermieri in appalto è segreto. In parole
povere tre mesi indefiniti per poi dire: Signori, la sicurezza sanitaria non è
garantita, non si fa nulla. Ma la ASL 8 sa che caregiver, assistenti e
famiglia fanno tutto in autonomia per almeno 20 ore su 24? Chi fa aspirazioni,
medicazioni degli stoma, sostituzione ventilatore polmonare, ma sopratutto
eventuali tappi viscosi in trachea con ventilazione ambu? Perchè la ASL 8 non
chiede alle rianimazioni quante chiamate in emergenza si fanno da parte delle
persone in aerea critica? Ma tutti
questi tifosi della sicurezza sanitaria dove erano nel 2006 quando Nerina
Dirindin istituiva il "Ritornare a Casa", portando da strutture
protetta al domicilio con 4-5 ore di infermieri? La verità è che nelle ASL c'è
chi specula, chi prende bustarelle, chi ha potere gestendo l'area critica. Sopratutto
temono che l'assistenza indiretta prenda corpo togliendo il giocattolo dalle
mani scellerate di certi burocrati. La realtà è che l'ex Assessore Nerina
Dirindin ha rischiato tanto ed ha avuto ragione, Arru deve avere il coraggio
politico di decidere. Per me la sperimentazione è chiusa prima di iniziare,
deve essere una decisione politica che riguarda tutta la Sardegna. Arru deve
fare una delibera condivisa che segua fedelmente il mio progetto, le ASL devono
solo applicare, senza discutere. L'alternativa
è applicare il DGR 10/43 del 2009 che prevede 24 ore su 24 la presenza di un
infermiere, con un costo di 300.000 euro l’anno per malato, totale 50 milioni
per 170 persone, invece che risparmiare 4 milioni.
Per tutti questi motivi il 24/11/2015 saremo in presidio
permanente in viale Trento 69, davanti alla Presidenza.
Capoterra, 21 novembre 2015
Il segretario
Salvatore
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