mercoledì 29 maggio 2013

12 giugno, ricomincia la protesta dei dimenticati





Non ci stiamo! Insieme a cassaintegrati, esodati, disoccupati, famiglie che non arrivano non a fine mese e nemmeno alla seconda settimana ma proprio non arrivano più, pensioni da fame, Signori Politici, Ministri di questo Governo, Presidente Napolitano, possiamo ricordarvi che ci siamo anche NOI? Oppure circa tre milioni di cittadini italiani, di ogni età, feriti da disabilità, impediti a lavorare, studiare,crescere, vivere non esistono? Cancellati dai vostri programmi, inesistenti nei vostri dibattiti, esclusi da possibili riforme, restiamo solo negli articoli della Costituzione e delle leggi inapplicate.
Da un lato malattie devastanti, dall'altro una politica che non sa che esistiamo e nel mezzo NOI, la parte più debole ed esposta del popolo italiano. Dimenticati con le nostre famiglie da tutti, politici, stampa e televisioni, ma non dalla disoccupazione, tasse, pensioni da fame, licenziamenti. Con qualcosa in più: sofferenza fisica e morale, la morte per mano, l' indifferenza di chi potrebbe ma non fa, la dignità negata.
Ma NOI non ci stiamo, non POSSIAMO starci, prima che DISABILI siamo mamme, papà, figli, fratelli, abbiamo sentimenti, abbiamo una vita di affetti che vogliamo difendere.
E proprio NOI, i più deboli della società, che conosciamo meglio di chiunque quali sono i bisogni ma anche gli sprechi, gli abusi , quanto è inutile e quanto è necessario per cambiare un sistema che non funziona, presenteremo un progetto per riformare il Sistema Assistenziale, realizzabile, sperimentato, in linea con la tenuta dei conti, e con la dignità di chi, senza colpa alcuna, è costretto a vivere con una grave disabilità.
Paralizzati, in carrozzina, con respiratori e salvavita, da ogni parte d'Italia, armati solo della nostra dignità offesa e del diritto di ogni persona, disabile o abile, a vivere la propria dimensione nel miglior modo possibile, il 12 GIUGNO saremo ancora davanti al Ministero Economia e Finanze, per chiedere assistenza, sostegno economico, libertà di accesso alle cure, partecipazione, impegni certi, a denunciare la vergogna di uno Stato che dimentica i suoi doveri.

Laura Flamini
(Presidente Comitato 16 Novembre Onlus)


sabato 18 maggio 2013

LETTERA APERTA AL GOVERNO DAL C16NO


Preg .mo On.le Beatrice Lorenzin Ministro della Salute
Via Lungotevere Ripa 1
00153 – ROMA – FAX 06 59945609

Preg.mo Dott. Fabrizio Saccomanni Ministro Economia e Finanza
Via XX Settembre 97
00187 – ROMA – FAX 06 4743449

Preg.mo Prof. Enrico Giovannini Ministro Lavoro e Politiche Sociali
Via Veneto 56
00187 – ROMA – FAX 06 4821207



Egregi Ministri,

siamo lieti che abbiamo un Governo pienamente operativo, sostenuto da una larga maggioranza.
Come Comitato 16 Novembre difendiamo gli interessi dei malati gravissimi riportati nel seguente elenco:

a)      Pazienti con gravi patologie degenerative non reversibili in ventilazione meccanica assistita o NIV a permanenza 24h o coma.
b)     Pazienti che a seguito di una malattia neoplastica, si trovano nella fase terminale, clinicamente documentabile, della loro vita (scala di Karnofsky con punteggio pari o inferiore al 30% oppure  ECOG con punteggio pari o superiore a 3)
c)     Pazienti con grave stato di demenza valutato sulla base della scala CDRs (Clinical Dementia Rating scale), con punteggio 5.
d)     Pazienti con patologie ad andamento cronico degenerativo con pluripatologia (valutate sulla base della scala di valutazione CIRS (Cumulative Illness Rating Scale) a 14 item, con indice di severità uguale o maggiore di 3 e con indice di comorbilità uguale o maggiore di 3) e con almeno altre due patologie, non concorrenti, oltre la principale.
e)     Pazienti con gravissimi disagi psichici o intellettivi o sordocecità che necessitino di assistenza vigile 24h con grave rischio della loro incolumità vitale.
f)      Pazienti con cerebro lesioni o stati vegetativi che necessitino di assistenza vigile 24h con grave rischio della loro incolumità vitale.


Tale elenco, da noi elaborato, è stato riportato nel decreto di riparto dell'FNA (fondo non autosufficienza) di 275 milioni, di cui il 30% riservato a tali malati.
Tale cifra è una goccia in un mare di disperazione: noi non chiediamo fondi, sappiamo bene che siamo in forte crisi, perciò proponiamo il seguente progetto che produce forti risparmi, circa il 50%, e posti di lavoro:



SCHEDA DI PROGETTO SPERIMENTALE: RESTARE A CASA

OBIETTIVI
Obiettivo del progetto è il permanere del malato in famiglia, ovvero il rientro da struttura sociosanitaria o ospedaliera.

DESTINATARI
Destinatari del progetto sono i disabili gravissimi fisici e psichici affetti da patologie degenerative, demenza, traumi gravi, coma, comunque tutti i casi bisognosi di assistenza vigile per i bisogni vitali.

LIVELLI
Il progetto stabilisce tre livelli assistenziali:
Medio: patologie che richiedono una presenza assistenziale non specialistica ma vigile diurna per le
attività quotidiane della vita per impegni giornalieri fra 12 e 18 ore.
Intensa: patologie che richiedono una presenza assistenziale non specialistica ma vigile, diurna e
notturna per le attività quotidiane della vita per un impegno giornaliero fra 18 e 24 ore.
Totale: patologie che richiedono una presenza 24 ore su 24 di personale formato per assistere pazienti dipendenti da macchine per respirazione meccanica invasiva con tetraplegia.

CONTRIBUTI
Il livello del contributo è legato al piano personalizzato stabilito dall'equipe multidisciplinare
dell'unità di valutazione territoriale secondo le seguenti intensità:
Media: da 6.000€ a 9.000€ l'anno.
Intensa: da 9.000€ a 12.000€ l'anno.
Totale: 20.000€ l’anno.

NUMERI
Si possono quantizzare i seguenti numeri secondo l'intensità:
Media: 70.000
Intensa: 50.000
Totale: 30.000

COSTI
I costi totali sono i seguenti separati per intensità:
Media: 70.000x7.500€= 525 milioni.
Intensa: 50.000x10.500€= 525 milioni.
Totale: 30.000x20.000€= 600 milioni.
COSTO TOTALE: 1.650 milioni.

RISORSE
Il reperimento delle risorse è prioritario nel rispetto di questo periodo di crisi, non c'è spazio per passi senza le necessarie coperture finanziarie. Il progetto risulta un investimento attivo che procura risparmi consistenti nel tempo. 750 milioni si possono trasferire dalla Sanità, capitolo relativo alle residenze sanitarie, al Welfare.
I risparmi sono certi perché in RSA il costo annuo per il SSN è di almeno 70.000€ per malato critico.  300 milioni vanno a carico degli enti locali e 600 a carico dello stato alle Politiche Sociali.

VANTAGGI
Con 1.650 milioni diretti alle famiglie si retribuiscono ben 183.000.000 di ore di assistente familiare, livello C SUPER del CCNL domestico corrispondenti a circa 90.000 posti di lavoro full-time.

RIENTRI PER LO STATO
L'immissione di denaro, (1.650 milioni), con creazione di posti di lavoro crea maggiori consumi e quindi più IVA, (300 milioni) inoltre si ha un gettito IRPEF (200 milioni) e contributi INPS (180
milioni) per un totale di 680 milioni che rientrano nelle casse statali.

CONCLUSIONI
Il progetto presenta peculiarità di fattibilità generando un percorso virtuoso nel senso di un risparmio reale in prospettiva futura e attuale, creando condizioni di vita dignitosa alle persone con bisogni esistenziali, rigore ed equità, di seguito i punti principali:

  • Risposte concrete ai bisogni.
  • Freno alla crescita esponenziale di RSA che costano alla comunità fornendo servizi scadenti.
  • Creazione di posti di lavoro con sistemazione di tanti care-giver costretti ad abbandonare il lavoro per accudire il familiare.
  • Contributo alla crescita del PIL in maniera creativa sul sociale.
  • Intervento sul sociale a costo zero che segna un'inversione di tendenza.
  • L'aiuto diretto alle famiglie innesca un circuito virtuoso non dissimile dal microcredito (Mohammad Yunus, premio Nobel, ben noto a Tecnici ed Economisti)
  • Diminuzione consistente dei ricoveri ospedalieri, infatti, la casa è un ambiente povero di carica batterica.

Fare vivere malati gravissimi nel domicilio è segno di civiltà, ma anche segnale di crescita e risposta ai tanti disoccupati. Il progetto da un esempio, può essere raddoppiato, triplicato in funzione dei numeri reali. Resta chiaro che non sono più accettabili riparti in base alla popolazione, bensì al numero reale dei malati coinvolti. In Valle d'Aosta non esiste l'anemia mediterranea, per esempio, la prevalenza di gravi patologie è a macchia di leopardo. Va fatto un provvedimento blindato da becere interpretazioni.

Chiediamo si faccia chiarezza sul protocollo Stamina: allo scopo urge nominare una commissione, aperta alle associazioni, che in un mese stabilisca la bontà della metodica ed eventuali linee guida per una celere sperimentazione in tutte le regioni con valutazioni trimestrali pubbliche. Chiaramente aperte a tutti. Ci dichiariamo altresì disponibili a partecipare con interesse alle sperimentazioni ed alle valutazioni che verranno effettuate in base alle testimonianze dei malati. Ci sono tanti malati che vorrebbero beneficiare del metodo Stamina a prescindere dalla certezza della sua efficacia.  I malati nutrono molte speranze, non vogliamo illudere nessuno, ma nemmeno possiamo essere sordi al grido d'aiuto.

Ma non basta, ci permettiamo di darvi i seguenti suggerimenti:

1)     Superamento delle residenze sanitarie, gli anziani e malati devono stare a casa, con piani personalizzati, si spende la metà e le persone stanno meglio.
2)     Creazione di centri di acquisto regionali, con annesso centro ausili che metta fine allo scandalo degli sprechi. Basta con i service che ingrassano gli speculatori.
3)     Chiusura di tutti gli ospedali inutili dove i reparti fungono da albergo. Bisogna tenere le eccellenze e poliambulatori diffusi potenziando i trasporti medicalizzati.
4)     Creazione di reparti di assistenza domiciliare polivalente che segua i dimessi post acuzie ed i pazienti cronici. Basta con finte cooperative e avvoltoi.
5)     Gli ospedali devono avere personale tutto interno, che senso ha avere imprese di pulizie dentro i reparti o infermieri in affitto? Si spende di più.
6)     Creazione di un servizio socio sanitario diffuso che tenga nel domicilio le persone, finanziare le famiglie, l'istituzionalizzazione costa troppo, in particolare gli ospedali.
7)     Creazione, in concerto coi comuni, di case famiglia, per gestire malati cronici che non hanno famiglie. L'assistenza può essere gestita con  badantato formato col  supporto sanitario di equipe dedicata.
8)     Istituzione diffusa, con fondi sociali, di case del popolo che diano una vita dignitosa ad anziani, disabili e disagiati, non si vive di solo pane, i risparmi verrebbero dai psicofarmaci.
9)     Riduzione diffusa dei primariati, con relativo codazzo. E' possibile che a Cagliari ci siano 10 reparti di medicina, 3 al policlinico? Fuori i baroni e la politica dagli ospedali.
10) Spostamento di almeno 20 miliardi dal sanitario al sociale. E' ridicolo chiudere disabili ed anziani in prigioni, condannati senza colpe, la società invecchia, dobbiamo avere cura dei nostri genitori, suoceri, nonni, siamo una vergogna.

Avete 22 giorni di tempo per esaminare le nostre proposte, vogliamo incontrare una delegazione qualificata dei ministeri: Sanità, Economia e Politiche Sociali, noi ci saremo.

IL 12 GIUGNO 2013, DALLE ORE 10,30 SAREMO DAVANTI AL MINISTERO
DELL'ECONOMIA IN VIA XX SETTEMBRE 97, IN PRESIDIO PERMANENTE.

Stavolta faremo gesti talmente eclatanti che comunicheremo in apposito comunicato stampa. Vi basti sapere che non ci muoveremo senza un documento scritto firmato dai tre Ministri. Nel documento dovranno essere presi impegni precisi con date e cifre.
Siamo stanchi di dover sempre ricorrere a gesti eclatanti quando le priorità sono sotto gli occhi di tutti. La salute di un Paese dev'essere al primo posto. Decidano Loro se ci dev'essere per forza il morto, sardo o di qualunque altra regione d'Italia perchè questi presidi sono per noi uno sforzo vitale di cui qualcuno dovrà rispondere.

Cordiali saluti

Monserrato, 20 maggio 2013
   Il segretario
Salvatore Usala


venerdì 17 maggio 2013

CORSO ECM SULLA SLA


Evento formativo E.C.M. accreditato n°1324-65947 ed.1 , per tutte le professioni sanitarie

La giornata formativa si svolgerà presso l'Ospedale Militare di Taranto.
Ore 8.30 - 18.00

Interverranno:
Prof.ssa Simone Bari (Prof. Associato Neurologia Bari)
Dott. Lincesso (neurologo)
Dott. Lorea (anestesista rianimatore)
Dott. Fischetti ((anestesista rianimatore)
Dott.ssa De Cillis (otorino)
Dott. De Luca (neurologo-fisiatra)
Dott.ssa Chiloiro (psicologo)
Dott. Cofano (pneumologo)
Dott. Grasso (pneumologo)
Dott.ssa Di Gregorio (dietista)
Dott. Magno (endocrinologo- nutrizionista)
Dott. Clemente (sociologo)
Dott.ssa Di Gregorio (rete territoriale SLA)
Dott.ssa Lamanna (Vice Presidente Comitato 16 Novembre Onlus)

Nr. crediti formativi rilasciati: 8

E' necessario iscriversi presso il
CENTRO DI ASCOLTO PER LA SLA
presso il DART, V.le Magna Grecia 418, I piano,
tel./fax: 099. 7786949
cell.: 3453762180.
Lun- Merc-Ven. ore 10-12


domenica 28 aprile 2013

Malati SLA in sciopero della fame a Cagliari.


COMUNICATO STAMPA

Viva la Vita Sardegna Onlus stavolta non chiede fondi alla Regione Sardegna ma solo un'assistenza più adeguata: chi più dei malati sa come essere assistito?

Vogliamo rispetto per le battaglie che abbiamo fatto, vogliamo il rispetto di leggi e delibere, vogliamo rispetto per la nostra dignità.

Quando ci sarà un governo andremo a Roma per chiedere  fondi per le gravi disabilità e proporre il modello Sardegna, ma intanto lottiamo qua per eliminare sprechi e becera burocrazia.

Siamo malati gravissimi: allettati, con tubi per respirare ed alimentarci, immobili, muti, dipendenti da macchine, bisognosi di assistenza vigile 24 ore su 24.

Non tolleriamo più i pareri e giudizi di medici e burocrati che si arrogano il diritto di giudicare senza essere mai andati a casa di un paziente. Passate 24 ore a casa mia invece che difendere le LOBBY POLITICHE E MAFIOSE per i vostri sporchi interessi.

Chiediamo tre cose:
1)      La circolare del progetto caregiver per i malati di SLA va totalmente rifatta: è inaccettabile che gli uffici abbiano stravolto la delibera posticipando di un anno il progetto.
2)      Non è più tollerabile che i comuni rimborsino le spese dopo 3 mesi, gli operatori vanno retribuiti. L'assessorato deve finanziare i comuni regolarmente. La quota comunale del 20% va eliminata.
3)      Il nostro progetto va deliberato subito, genera almeno 5 milioni di risparmi che possono essere utilizzati per CURE PALLIATIVE E TERAPIA DEL DOLORE.
In Sardegna siamo all'anno zero, i malati terminali muoiono come cani randagi.

Confermiamo che dalle 10,30 del 29 aprile 2013
saremo davanti all'assessorato in  via Roma 223.

Rimarremo in presidio permanente e sciopero della fame, giorno e notte, sino a quando non avremo un impegno scritto e pubblicato nel sito web regionale con le date precise.

La dottoressa De Francisci è una brava persona, ma non ha il coraggio di mettersi contro le lobby e i burocrati. L'Assessore deve fare scelte politiche e non perdersi in riunioni sterili: noi siamo pronti, ci bastano 5 minuti, abbiamo le idee chiare, altrimenti tutti vedranno che razza di MACCHINA DA GUERRA HANNO DAVANTI!

Monserrato, 29 aprile 2013                                                                 Il segretario
Salvatore Usala

mercoledì 24 aprile 2013

La Regione Sardegna non mantiene le promesse.



COMUNICATO STAMPA

Come sempre la Regione fa comunicati invece che rispondere a istanze dettagliate e puntuali.

Nel merito del comunicato è chiaro a tutti che si esprimono in becero politichese senza dare concrete risposte. Le ASL non possono decidere nulla: spetta all'autorità politica dare gli indirizzi di politica assistenziale.

Non è tollerabile che non esista un'assistenza non equilibrata nei vari distretti e ASL: ci sono malati gravissimi che hanno 8 ore di infermiere e altri zero, con differenze nella stessa ASL.

Il Direttore Generale della ASL 8 era d'accordo, il parere è stato stilato da topi d'ufficio o studio medico che non sono mai andati a casa di un malato.

Siamo disponibili ad ascoltare un programma serio di proposte che diano risposte ai tre problemi posti. La dottoressa De Francisci ha pareri qualificati di Direttori di rianimazione, non dilettanti allo sbaraglio o burocrati nominati dalla politica, spesso incompetenti totali.

La giunta deve fare atti: cosa decide la ASL sulla legge di fine vita? Nulla, la rispetta! I malati devono decidere come, quando e dove essere assistiti, infatti il progetto è volontario e sperimentale. Non vogliono ammettere che è fatto bene e pesta i calli agli sciacalli.

Comunque, visto che gli impegni non vengono mantenuti, rilancio:

a) Da oggi farò lo sciopero della fame totale.

b) Il giorno 29 aprile mi presenterò con un solo respiratore con 7 ore di autonomia.

Non si può essere ipocriti, sono passati sei mesi in cui nulla è cambiato. Vi dimostrerò come muore un Sardo con gli attributi. Dimostrate i vostri!

Monserrato, 24 aprile 2013
Il segretario

Salvatore Usala


venerdì 29 marzo 2013

Vengo dopo il TG1


IL DOPO TG
Tanto per far capire che non siamo dei poveri ingenui! Questa è la mail inviata ieri al direttore generale RAI, che naturalmente non avrà risposta. Vedremo alla prossima occasione, che certamente non mancherà.
Però, che stress!
Laura Flamini



A
Direttore Generale RAI Luigi Gubitosi
e p.c.
Direttore TG1 Mario Orfeo
Laura Cason redattrice del servizio
Soci Comitato 16 Novembre Onlus 

Egr. Direttore Luigi Gubitosi,
pur ringraziandoLa per  lo "sforzo" fatto, inutile sottolineare la nostra profonda delusione per la collocazione dell'intervista da me rilasciata, con notevole sforzo.
Questa è la considerazione nei confronti delle persone disabili, 2 minuti nel tg delle 8, il meno seguito....
Direttore, ce lo lasci dire: questa non è solo un' offesa alla nostra intelligenza ma la prova tangibile che non ha colto il vero significato della nostra contestazione.
Lei, o chi per lei,  ha voluto impedire che il Comitato 16 Novembre Onlus, apolitico e apartitico,  ma  fortemente critico sui precedenti Governi, richiamasse l'opinione pubblica e le forze politiche in campagna elettorale, sulla realtà drammatica che migliaia di persone disabili, gravemente disabili, stanno vivendo da troppo tempo ormai.
Il TG1 è  la testata giornalistica principale della televisione di Stato, è un servizio pubblico.
Ha il dovere di informare e non può tacere in merito a  situazioni che coinvolgono il senso di civiltà del nostro paese e il diritto di espressione e di denuncia.
La disabilità è un tema sociale grave che la politica ha il dovere di affrontare, e ogni volta che la RAI non dà voce a questa realtà si rende, molto semplicemente, complice dell'indifferenza e dell'abbandono istituzionale che molte migliaia di persone disabili e di famiglie vivono.
Non possiamo che confermare il nostro scontento, siamo disabili, molto, molto disabili, ma perfettamente in grado di comprendere che il "regalino delle 8" ha, alla fine, dimostrato il vuoto di considerazione e di rispetto nei confronti delle migliaia di sofferenze che rappresentiamo.
Distinti saluti
Laura Flamini
Presidente Comitato 16 Novembre Onlus

lunedì 25 marzo 2013

Assemblea Ordinaria dei Soci C16NO





A TUTTI I SOCI

Oggetto: assemblea ordinaria soci


Il giorno venerdì 29 marzo, nella sede di Monserrato, via Nerva 20, si terrà l'assemblea ordinaria dei soci.
L'orario della prima convocazione è fissato alle ore 17, in seconda convocazione alle ore 19.

ORDINE DEL GIORNO:

1) Approvazione bilancio 2012.
2) Ratifica cariche direttivo.
3) Varie ed eventuali.

La relazione finale sarà inoltrata a tutti i soci, chi volesse mandare un contributo sarà messo agli atti.

Un caro saluto

Il segretario
Salvatore Usala

domenica 24 marzo 2013

PRONTI A BOICOTTARE IL TG1?




Amici, come già scritto qualche giorno fa, abbiamo deciso di protestare contro chi ha voluto toglierci la parola, la RAI ed in particolare il TG1.
Questa è la mail inviata, a breve dovremo fissare la settimana di sciopero degli ascolti. È una protesta che nei numeri non farà certo fallire la rai, ma sarà un segnale per il futuro.
Sarà utile che ai due direttori arrivino tante mail di protesta, ( luigi.gubitosi@rai.it   è il direttore generale rai )  ( mario.orfeo@rai.it   è il direttore tg1 ).
Ma possibile che si debba sempre lottare per  farci "riconoscere? Ci vogliono tutti buoni e zitti, della serie "poverini, sfortunati, che brutto destino" e poi voltano il viso da un'altra parte, e vai, non esistiamo più!!!

NON LO DOBBIAMO PERMETTERE!

lauravostra


________________________________________


Direttore RAI  Luigi Gubitosi
Direttore TG1 Mario Orfeo
p.c.  a tutti gli iscritti al Comitato


Egr. Direttore,
prendiamo atto della mancata risposta alla nostra richiesta di conoscere i motivi per cui una intervista, a nome del Comitato 16 Novembre Onlus, Associazione per la S.L.A. e le patologie altamente invalidanti, è stata censurata e non trasmessa.
Se una intervista viene autorizzata e poi cestinata un motivo ci deve essere ed abbiamo il diritto di conoscerlo, a maggior ragione poiché si tratta di un tema sociale, estremamente sensibile come le gravi disabilità, che riguarda tutti.
Ci siamo sentiti offesi e questo non lo possiamo permettere a chi svolge un servizio pubblico, che noi contribuiamo a tenere in vita, specie in virtù del fatto che ogni intervista fatta a persona con disabilità  gravissima comporta uno sforzo immane per chi la affronta!
Se lo sforzo è finalizzato a denunciare e rendere pubbliche situazioni insostenibili per i nuclei familiari ove esista una disabilità gravissima, ben venga. Diversamente, quale senso ha?
Come Direttivo del Comitato non intendiamo accettare in silenzio questo comportamento.
Per tale motivo sarà ns. cura, nell'immediato futuro, provvedere ad indire  uno sciopero degli ascolti su TG1 di una settimana, dandone comunicazione ai media tutti.
Distinti saluti.

Laura Flamini
Presidente Comitato 16 Novembre Onlus

domenica 17 marzo 2013

VENGO ANCH'IO? NO TU NO! MA PERCHÉ? PERCHÉ NO!!!



È andata così, né più né meno.
11 febbraio, due cameramen del TG1 arrivano a casa mia per una intervista, un appello ai partiti politici in campagna elettorale perché nei loro programmi non c'è nessun progetto sulle disabilità.
Ancora una volta metto tutta la mia debolezza in mostra, raccolgo la poca energia che mi resta per una ripresa che dura 50 minuti, cerco di essere chiara, so che tutto si ridurrà ad un passaggio di pochi minuti sul telegiornale di domani, ce la metto tutta.
Il servizio non passa né il giorno dopo né mai.
Chiedo spiegazioni direttamente al direttore generale RAI, Luigi Gubitosi . Silenzio.
Invio un nuova mail, minaccio una protesta sulla stampa, ipotizzo convenienze politiche.
Ricevo un risposta che non dice nulla, della serie, "non ho ricevuto la sua mail, non sono a conoscenza...."
Scrivo ancora, spiego, chiedo di sapere il perché, è passata una settimana e nessuna risposta.
Adesso chiedo a tutti voi, lasciamo passare una cosa simile? La RAI non è una tv privata, è un servizio pubblico, paghiamo un canone, non può censurare situazioni sociali di questa portata.
Non è un fatto personale fra me e un direttore, è una offesa a tutti i disabili a cui è stato negato il diritto, tramite me, di parlare ai partiti che dovranno prendere decisioni sulle nostre vite.
Una proposta: uno sciopero degli ascolti del TG1, una settimana da stabilire, una denuncia a mezzo stampa.
Cosa ne dite? Ho bisogno del vostro parere e del vostro impegno perché riesca, la protesta del direttivo del Comitato non basta, ci vuole una protesta che si veda e che dica chiaro : un servizio pubblico non può e non deve negare l'accesso ad un tema sociale di questa portata.
Vi chiedo di esprimervi, poi vedremo tempi e modalità.

buona domenica

lauravostra

sabato 2 marzo 2013

La Fondazione Maugeri ed il trapianto di staminali del Dr. Melazzini

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Alla Direzione Generale della Fondazione Salvatore Maugeri di Pavia
e p. c. Al Sostituto Procuratore della Repubblica Dott. Raffaele Guariniello
LORO SEDI

Spett.le Direzione,
Formulo la presente in nome e per conto del Comitato 16 Novembre Onlus, Associazione per la S.L.A. e le patologie altamente invalidanti.
Nel 2010 abbiamo chiesto al  Dott. Melazzini, affetto da S.L.A. (Sclerosi Laterale Amiotrofica), visti gli evidentissimi miglioramenti del suo stato di salute,  cosa avesse fatto per riprendere funzionalità ormai perdute, facoltà a tutt'oggi purtroppo ancora negata a qualunque ammalato di SLA.
Il Dott. Melazzini  ci ha comunicato di essersi sottoposto ad un trapianto di staminali autologhe presso la Loro struttura, di cui era primario oncologo del Day Hospital, firmando più liberatorie di quanti referti abbia mai firmato nella sua carriera professionale. (Si allega la domanda e la risposta del Dott. Melazzini).
Per quanto ci è dato conoscere in Italia, ancora oggi, non è possibile effettuare un trapianto che  non sia stato sottoposto all'approvazione dell'ISS.
Ogni giorno ci interfacciamo con i medici che inneggiano alla prudenza ed al rispetto delle regole civili, etiche e professionali, quelle regole che impediscono loro di prescriverci, o anche solo consigliarci, rimedi la cui sicurezza ed efficacia non sia documentata, e regolarmente  e scientificamente testata.
La legge italiana dispone che è necessario organizzare una sperimentazione che testi e  verifichi gli effetti sui malati con qualunque patologia: questo richiede tempo, anni, risorse, diversi malati volontari, decine di medici, ricercatori,   centri qualificati che seguano un protocollo approvato da una serie di agenzie che ne verifichino la qualità.
Tutto questo iter, tuttavia, per sua diretta ammissione, non è stato seguito dal Dott. Melazzini che ha potuto sottoporsi a tale sperimentazione senza doversi attenere ai vincoli dettati per tutti gli altri ammalati.
Tutto ciò avrebbe avuto un senso se, al manifestarsi dei primi segnali  di miglioramento,  (si parla di pochi  mesi), ci fosse stata una pubblica dichiarazione sulla terapia provata e una conseguente richiesta di validarla.
Così non è stato. La dichiarazione allegata risale, ripetiamo, solo al 2010.
Prima di essa, il Dott. Melazzini aveva salutato gli ammalati di SLA che rappresentava, in quanto Presidente dell'Associazione AISLA, dicendo loro che i suoi ritrovati movimenti erano dovuti
all' “adrenalina”  che aveva in circolo.  Ma il trapianto risale ad anni prima, molto prima del 2010.
E ci sono voluti ben 6 (?) anni prima che due soli pazienti fossero arruolati in un trial del quale ancora non si conoscono gli esiti.
C'è molta poca chiarezza in tutto ciò e riteniamo che, per farla e per dare risposte a tutti gli ammalati che la chiedono, si debba partire dalla Loro struttura, luogo in cui il trapianto è stato possibile, documentando ufficialmente tempo, modalità ed autorizzazione all'esecuzione dell'intervento, che non può essere stato realizzato dal  Dott. Melazzini in solitudine.
Attendiamo, per quanto sin qui enunciato, di conoscere la Loro risposta in merito,
comunicando, altresì, che entro 10 gg dalla presente provvederemo a sporgere formale denuncia.

Distinti saluti.

Laura Flamini
Presidente COMITATO 16 NOVEMBRE ONLUS
02/03/2013
All.ti:
1.     Lettera al Dott. Melazzini
2.     Risposta del Dott. Melazzini

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Lettera aperta al Presidente Aisla Dr. Melazzini

di Mariangela Lamanna

Gent.mo Presidente,
dopo il ns. incontro in quel di Roma, ho avuto modo di riflettere tanto e ho deciso di accontentarLa nel Suo invito: “parliamone”. A dire il vero l'avevo fatto anche in passato ma, come scrittomi anche dalla Segretaria generale, può capitare che nella confusione le mails vadano perse e io non abbia il piacere di leggere la Sua risposta.
E sia. Andiamo avanti e, per avere certezza che questo mio scritto La raggiunga e, soprattutto, per accontentare anche tanti carissimi amici, Le scrivo una lettera aperta.
Mi permetto di coinvolgere anche gli altri ammalati di Sla in questa ns. pubblica chiacchierata, in quanto ritengo che le informazioni che vorrà darmi, saranno utili a molti di loro e, soprattutto, chiarificatori per tutti. Anche perché, francamente, a volte sono stanca di non avere risposte ad interrogativi che mi provengono da ogni dove.
Cerchi di capire, Presidente, non tutti hanno la capacità di buttar giù due righe, non tutti hanno la forza, a molti manca la voglia, si sentono abbandonati ma noi, che ci muoviamo per loro, abbiamo il dovere di fare tutto e di più per accontentarli nelle loro richieste e sostenerli come meglio possiamo.
Troppe cose non chiare, troppi dubbi, troppe domande che non hanno mai ricevuto risposta, altre le cui risposte erano in conflitto con quanto precedentemente dichiarato da Lei o altre persone a Lei vicine.
Basta, negli occhi ci siamo guardati. Ora è giunto il momento di andare oltre, come ha detto Lei e di sgombrare il campo a qualunque malinteso.
Intanto chiariamo una volta per tutte che non fa parte del mio costume scagliarmi contro qualcuno per scaricare le mie frustrazioni. Sono una persona assolutamente libera da ogni condizionamento, nonostante tutto, e mi limito ad osservare ciò che mi circonda e giudicarlo secondo le mie (magari scarse????) capacità intellettive. E consento sempre agli altri di esprimere i proprio punto di vista e di farmelo, altresì comprendere.
E veniamo al dunque, al dubbio diventato certezza dopo il ns. incontro.
Sul forum di SlaItalia, home, sito web, biblioteca, leggo una frase del Suo libro che recita così:
«Da quattro anni sono malato di Sla... Nonostante sia costretto sulla sedia a rotelle, possa solo muovere due dita della mano destra, sia alimentato artificialmente....apprezzo sempre di più quanto sia bello vivere...!
Era il 2007 Presidente e oggi, 2010, quelle due dita della mano destra si sono trasformate in una potentissima stretta di mano, piena di vigore e di energia, e l'ho osservata mentre muoveva le sue dita con una dimestichezza ed una disinvoltura che mi hanno impressionato ancora di più. 
E facciamo ancora un passo indietro: il suo "esperimento" su sé stesso con le staminali.
Libro, non libro, non mi interessa. Mi interessa invece ciò che fu detto, e cioè che Lei non aveva tratto alcun giovamento da quella sperimentazione e che solo grazie all'eccesso di adrenalina che aveva in corpo, poteva articolare le braccia ormai immobili.
Allora, mi chiedo, se così è, a cosa è dovuto il suo innegabile miglioramento, davvero all'eccesso di adrenalina? E, se è vero che non ci sono stati questi miglioramenti, perché insistere con questa sperimentazione? 
Sperimentazione attorno alla quale, come al solito, aleggia l'aria di mistero che neanche il miglior mago riuscirebbe ad eguagliare.
Quando partirà questa sperimentazione? E dove? Quanti pazienti saranno reclutati? E in che modo?
Da una parte abbiamo Il Dott. Vescovi che ci mette al corrente degli insuccessi o del suo procedere in questo complicato cammino, dall'altro Lei che rappresenta, come dice sempre, tutti gli ammalati di SLA, soci o non soci Aisla, che ci "costringe" (lo dico bonariamente....) a comprare i suoi libri per sapere qualcosa in più.... due paginette..... un po’ poco se parliamo della vita e della speranza per oltre 5000 ammalati in tutta Italia.
Presidente Lei, ci e mi, chiede fiducia. Eccomi pronta a dargliela personalmente se avrà dipanato i dubbi più importanti che mi ballano in questa testa da un bel po’.
Come ha fatto Lei, Presidente, in una malattia che può registrare solo il peggioramento, a migliorare così tanto?? Se è questione di adrenalina in circolo, possibile che tutti gli altri ammalati di Sla abbiano la sfortuna di esserne privi? 
E se, come sostiene, lei non ha avuto miglioramenti con la sperimentazione che ha testato su di sé, non Le pare sia un gran peccato buttar via tanti soldi in qualcosa che non ha funzionato?
Sa perché glielo chiedo Presidente? Lei è venuto a farci visita a Roma, in data 16 novembre giornata in cui un gruppo di ammalati di Sla ha combattuto ed ottenuto anche uno stanziamento di 10 milioni di euro da destinare alla ricerca. 
Un successo tutto ns., del COMITATO 16 NOVEMBRE, frutto solo dei ns. sforzi, del ns. impegno, della ns. tenacia, del quale vogliamo godano tutti gli ammalati in egual misura.
E abbiamo il dovere, per rispetto agli ammalati tutti , di impegnarci affinché questi soldi non vadano dispersi o dissolti nell'aria come già successo per altri stanziamenti mai arrivati a destinazione.
Mi auguro vivamente che tale sperimentazione funzioni, perché ritengo sacrosanto che chi, come Lei, 4 anni orsono muoveva solo due dita della mano, domani possa, a pari suo, fare una carezza ai propri figli.
Mi chiedo, tuttavia, come ci si regolerà nei confronti dei restanti 4990 ammalati che non saranno reclutati? Sarà almeno dato loro modo di avere un quadro chiaro di questa sperimentazione, insomma essere coinvolti in qualcosa che riguarda la propria vita?
Grazie per le esaustive risposte che vorrà fornirmi a definitivo chiarimento di quanto dettoci nel ns. incontro romano.

Mariangela Lamanna
Presidente Associazione Puglia Amore Mio
Componente COMITATO 16 NOVEMBRE
Care giver di Giusi Lamanna - ammalata di Sla dal 15/4/2008


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LA RISPOSTA DEL DR. MELAZZINI

Gentile sig.a Lamanna,
grazie per avermi scritto. Parto un po’ da lontano, ma penso sia importante. Alcuni anni fa la malattia era in caduta libera, peggioravo rapidamente; nel bene o nel male, cercavo di studiare e documentarmi il più possibile. Il mio interesse nelle varie cause della malattia era però indirizzato in particolare al coinvolgimento sia del sistema immunitario, sia alla risposta infiammatoria. In letteratura sempre di più, già alcuni anni fa, ma soprattutto ora, si vede come nel processo patologico intervengano sia cellule dell’infiammazione (le cellule della glia) sia anche vari fattori di crescita, che citochine, soprattutto in senso protettivo. Ipotizzai allora di sottopormi ad un trattamento che potesse agire sia sul sistema immunitario, sia stimolare la liberazione di citochine che di fattori di crescita. Pensai di utilizzare il trattamento che già veniva applicato nella terapia di alcune patologie autoimmuni, nei mielomi ed in alcuni linfomi. Inoltre un trattamento simile era già stato provato in pazienti con sclerosi multipla. Nel mondo Sla a livello internazionale, un grande fautore di queste ipotesi è il Prof. Appel. Il trattamento consisteva nell’utilizzo di un farmaco con proprietà di immuno modulatore e di immunosoppressore, la Ciclofosfamide ad alte dosi, e nella raccolta e re infusione di cellule staminali emopoietiche autologhe (cioè cellule staminali dello stesso paziente). Andando contro tutto e tutti (i neurologi, la direzione del mio ospedale), riusciì con molta fatica ad applicarmi il trattamento (ho firmato più assunzioni di responsabilità come medico in quel periodo, che proporzionalmente di quelle firmate in tutta la carriera professionale).
Sono arrivato al trattamento con un quadro di tetra paresi spastica, disfagia per solidi e liquidi (avevo posizionato già la peg) insufficienza respiratoria restrittiva (utilizzo della NIV 12-14 h al giorno). Tutti i parametri clinici e strumentali erano stati monitorati. Praticamente in cosa consisteva il trattamento: al giorno I mi veniva infusa la Ciclofosfamide ( 3 gr totali). A partire dal giorno III veniva iniziata la somministrazione di G-CSF( fattore di crescita granulocita rio) per la mobilizzazione dal midollo osseo di cellule staminali emopoietiche. 
In 10 giornata mi venivano raccolte le staminali con un procedimento di aferesi ( una sorta di dialisi), e successivamente congelate e conservate. Dopo circa 30 giorni nuova infusione di Ciclofosfamide e a 48 ore re infusione delle mie cellule staminali e trasferimento in camera sterile.
Sono stati giorni pesantissimi in cui sono stato molto male, in particolare ho avuto diversi problemini (tutti prevedibili) ed un evento avverso importante cardiologico del quale porto ancora le conseguenze, ma dopo 10 giorno uscì dalla camera sterile. È stato un percorso difficilissimo, duro non solo fisicamente e psicologicamente, ma soprattutto per le grande ostilità che ho incontrato. 
Inizialmente non notai nulla, ma dopo circa 1 mese notai che il mio respiro, in particolare quando parlavo, era meno pesante. Pensavo ad un effetto placebo, ma dopo due mesi, quando mi ricontrollarono gli esami, la capacità vitale mi era aumentata di 100 cc, non molto ma molto incoraggiante per me. A distanza di circa 8 mesi dal trattamento mi sentivo più forza alla mano destra. Da li è cominciata la mia battaglia contro i miei colleghi neurologi ed ematologi per cercare di trasformare il mio protocollo in un protocollo di fase 1 per valutarne con i numeri, la sicurezza certa del metodo. Dopo confronti abbastanza duri e sostenuti, seppur che non accettavano totalmente il mio razionale, accettarono invece di stendere il protocollo con il G-CSF che ha portato a dei risultati giudicati interessanti. Se interessa questo è l’articolo relativo (Consistent bone marrow-derived cell mobilization following repeated short courses of granulocyte-colony-stimulating factor in patients with amyotrophic lateral sclerosis: results from a multicenter prospective trial.) Tarella C, Rutella S, Gualandi F, Melazzini M, Scimè R, Petrini M, Moglia C, Ulla M, Omedé P, Bella VL, Corbo M, Silani V, Siciliano G, Mora G, Caponnetto C, Sabatelli M, Chiò A; STEMALS STUDY GROUP Cytotherapy. 2010;12(1):50-9
Questo primo risultato mi ha permesso di stressare ulteriormente la comunità dei ricercatori sla perché era importante che quanto fatto da me doveva essere replicato correttamente per ottenere dati scientifici certi. Dal Centro NeMO, abbiamo proposto ufficialmente e finalmente il protocollo, condiviso da tutti gli sperimentatori che, dopo un lungo e burocratico iter, è arrivato all’ISS. (Istituto Superiore di Sanità) per l’autorizzazione alla sperimentazione.
Il titolo del Protocollo è : TREATMENT OF AMYOTROPHIC LATERAL SCLEROSIS PATIENTS WITH CYCLOPHOSPHAMIDE FOLLOWED BY AUTOLOGOUS HAEMATOPOIETIC STEM-CELL TRANSPLANTATION SUPPORT: AN OPEN LABEL PHASE I/IIA STUDY.
Gli obiettivi dello studio saranno: verificare la sicurezza e la tollerabilità della CY ad alto dosaggio seguita da cellule staminali ematopoietiche in pazienti affetti da SLA e ottenere dati preliminari della possibile attività di tale trattamento sulla evoluzione clinica della malattia.
Lo studio sarà Multicentrico, in aperto di fase I/II. Il Centro coordinatore sarà la Clinica Neurologica di Genova con il Prof. Mancardi e la dr.ssa Caponetto. Verranno trattati 28 pazienti in 7 centri italiani con esperienza sui trials nella SLA e nella terapia ad alto dosaggio con farmaci immunosoppressori. (Genova, Milano 2 centri, Novara, Torino, Firenze e Siena).L’ Endpoint primario sarà valutare la Sicurezza e tollerabilità del trattamento nella SLA. I criteri di inclusione saranno i classici di tutti i trial clinici.
Se l’autorizzazione ISS mi auguro arriverà nei tempi previsti, gli arruolamenti inizieranno entro la fine di Gennaio 2011 salvo imprevisti o intoppi burocratici. 
Tutto ciò viene fatto e sarà e continuerà ad essere fatto per i malati. La ricerca purtroppo ha delle regole e dei tempi che devono essere da noi malati accettati e rispettati, pur a volte non condividendoli. Ma a ciò che oggi noi non possiamo accedere perché non reclutati, un domani mi auguro il più vicino possibile, il tutto possa essere accessibile a tutti. E quando dico il tutto mi riferisco a qualsiasi protocollo sperimentale che dimostrerà una efficacia. Dobbiamo resistere.
Infine come mi auguro Lei saprà la SLA si manifesta con quadri clinici diversi a seconda della maggiore o minore compromissione del I. II o bulbare motoneurone, con tempi di progressione, evoluzione e sintomatologia diversi da caso a caso. 
Ciò che posso dirLe, è che io sono convinto che ciò che ho fatto mi ha aiutato, ma mi hanno e mi aiutano molto le motivazioni che quotidianamente incamero incontrando le persone malate ed i loro famigliari, che mi spingono a lottare, arrabbiarmi, proporre e confrontarmi, per cercare di fare ed ottenere qualcosa, anche se può sembrare solo una goccia, per i malati di SLA e le loro famiglie. E questo è quanto, quando faccio riferimento all’adrenalina.
Non passa sera che mi addormento pensando di potere guarire e prego sempre che tutti possano guarire. Sono molto stanco e tutto ciò che faccio mi costa una fatica immane, ma probabilmente questo non viene tenuto in considerazione, ma come dico sempre, andiamo avanti.
Mercoledì scorso ho incontrato il Prof. Vescovi con la dr. Mazzini; ci si augura, salvo i soliti intoppi o vincoli burocratici, che entro il 2011, anche il protocollo con le cellule staminali neuronali, possa prendere il via.
Porti il mio caro saluto ed un abbraccio a Giusy.
Spero di avere risposto alle Sue domande, ma se ci fossero altri dubbi o chiarimenti da fare, rimango a Sua disposizione. Buona serata ed un cordiale saluto
Mario Melazzini