Chi non ha conosciuto il Dott. Raffaele Pennacchio, medico campano ammalato di Sla, è bene che ne conosca brevemente la storia.
Un medico generoso, competente, disponibile con tutti, di una umanità fuori dal comune che, a seguito dell'autodiagnosi di Sla, ha voluto mettersi a disposizione dei compagni di sventura contribuendo all'organizzazione e partecipazione personale ai presidi di protesta organizzati dal Comitato 16 Novembre, Associazione nazionale che proprio il 16 novembre 2010 chiamò a raccolta tutti i malati di SLA per chiedere al Governo RISPETTO, DIGNITA' E DIRITTI negati.
Uno dei presidi lo vide presente a Roma, sotto il Ministero del'Economia e Finanze, per 36 ore di fila.
Il Governo di allora decise che gli ammalati di Sla potevano aspettare la burocrazia, accampati sotto il Ministero, senza cibo, senza un materassino, al freddo, potevano sopportare tutto.
Invece Raffaele non sopportò la mancata mobilizzazione, i disagi di un'attesa troppo lunga per chi, come sempre diceva lui, non aveva tempo.
Quell'attesa, quell'eroica resistenza gli costò la vita, lontano da casa, dai suoi affetti più cari ma servì a scuotere coscienze dormienti della ns. politica.
Immediatamente furono messi a disposzione fondi aggiuntivi sull'FNA, Fondo Nazionale Non Autosufficienza ma la morte di Raffaele resterà sempre un'onta vergognosa della Politica Italiana che, ancora oggi, continua a chiedere sacrifici mortali anzichè intevenire con rispetto e serietà nei confronti delle persone più fragili del nostro Paese.
Il 24 ottobre 2026 è stata intitolata a macerata Campania una Piazza alla sua memoria, un modo per rendere omaggio a chi resterà immortale nel cuore di chi l'ha conosciuto e per tutti quelli per cui ha lottato e vinto ieri, oggi e domani.





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