giovedì 19 maggio 2016

RESOCONTO MINISTERO



COMUNICATO STAMPA

Il 18 maggio u.s. si è tenuto, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, in Roma, il Tavolo interministeriale finalizzato alla redazione del piano per la Non Autosufficienza.
Presenti al tavolo i seguenti Enti /Istituzioni:
COMITATO 16 NOVEMBRE, CGIL, CISL, UIL, FISH, FAND, INPS, UGPL PENSIONATI, ANMIL, UIC, AISLA, UIL PENSIONATI.
La politica era presente nella sola rappresentante del Welfare, il sottosegretario  On. Franca Biondelli.
Assente  per la Sanità il sottosegretario De Filippo, che ha inviato un suo rappresentante ma presente il Capo di Gabinetto della Sanità. Grande assente il Ministero dell'Economia e Finanze.
Il Direttore del Welfare, Dott. Raffaele Tangorra, ha sottoposta all'attenzione degli intervenuti, il piano rivisitato dopo le osservazioni sollevate nel precedente incontro del 14 aprile u.s.
In pratica si è predisposto, attraverso una serie di slide, quali debbano essere le persone che necessitano di intervento sociale da parte del Governo.
Ci si è discostati, quindi, dall'odiosa classificazione puramente medica, per concentrare l'attenzione su quello che è invece  LO STATO DI BISOGNO DELLA PERSONA NON AUTOSUFFICIENTE, a seconda della gravità delle sue condizioni.
Attraverso le scale di valutazione funzionale, si intende far beneficiare degli interventi domiciliari, tutti coloro che versano in stato di grave necessità, qualunque sia la patologia da cui si è colpiti, sia essa fisica che sensoriale, sia essa congenita che subentrante, cercando di uniformare i trattamenti a livello nazionale.
Il Comitato 16 Novembre che ha fortemente voluto questo tavolo per l'ottenimento del Piano per la Non Autosufficienza, ancora una volta ha dovuto sottolineare la propria insoddisfazione sia per l'assenza politica, sia per la mancanza dei rappresentanti delle Regioni, dapprima inclusi nel tavolo e poi misteriosamente scomparsi, chiedendo che le Regioni, grande scoglio col quale ci scontriamo quotidianamente, siano inserite nei lavori attraverso i loro rappresentanti.
Il C16NO ha ribadito la necessità di avere i giusti componenti al Tavolo Ministeriale perché la presa in carico della PERSONA IN STATO DI NECESSITA', deve essere valutata dal punto di vista sanitario, sociale ed economico. Abbiamo ribadito che il nostro intento, attraverso la redazione del Piano, deve essere quello di consentire all'ammalato di restare a casa propria e di ricevere un assegno di cura con il quale pagare le spese di assistenza. Vogliamo il sacrosanto diritto di scelta, niente buoni di servizio, niente voucher. 
Abbiamo chiesto che ci sia, da parte delle Regioni, la compartecipazione alla spesa sociale con propri finanziamenti pari al 50% perché non è possibile che le Regioni ricevano la loro parte di fondo e non la moltiplichino con le proprie risorse per raggiungere una maggiore platea di beneficiari.
Abbiamo chiesto che le Regioni rendicontino, entro la fine del 2016, il numero di PERSONE IN STATO DI BISOGNO che sono state oggetto di interventi sociali, in maniera tale da avere un quadro almeno approssimativo della mole di interventi e negli anni successivi distribuire il fondo sui numeri  già presenti.
Abbiamo chiesto che  il monitoraggio sia fruibile ed accessibile anche all'utenza.
Abbiamo chiesto il riconoscimento della figura del care-giver familiare che impiega la sua vita  come assistente del proprio caro ammalato e che non è tutelato da nessun punto di vista, economico, giuridico , sociale.
Abbiamo chiesto che non si tenga in considerazione l'Isee familiare, la malattia impoverisce ogni giorno di più.
Abbiamo chiesto, prima di ogni altra cosa, l'impegno ad aumentare il FONDO PER LA NON AUTOSUFFICIENZA almeno di 200 milioni per il 2017 e crescente negli anni a venire.
Le Regioni, che stanno vivendo un momento "delicato" al loro interno, hanno chiesto tempo per visionare questo piano.
Lo faranno il 25 maggio p.v.
Porranno dei veti? Accetteranno finalmente di mettersi a lavorare in maniera corretta ed uniforme?
Questo è il grosso enigma che speriamo si sciolga nei prossimi giorni.
Nel frattempo abbiamo suggerito che si cominci ad utilizzare questo fondo, in maniera unitaria su tutto il territorio Nazionale, tenendo presente pochi punti essenziali:
Stato di Bisogno
Pai con criteri di valutazione uguali
Riconoscimento della figura del care-giver
Compartecipazione regionale al 50%
No Isee.
Pochi passi ma che si facciano, subito.
Si va verso le riforme per tutto. 
Non è più accettabile che il Governo Italiano dia carta bianca alle Regioni su tutto e a danno della disabilità italiana.
E' una cosa inaccettabile perché il disabile è tale in qualunque Regione risieda e noi del Comitato 16 Novembre continueremo a batterci per annullare queste vergognose disparità di trattamento.

Capoterra, 19 maggio 2016

                                                                                    Il Vice Presidente
                                                                                  Mariangela Lamanna

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