domenica 28 aprile 2013

Malati SLA in sciopero della fame a Cagliari.


COMUNICATO STAMPA

Viva la Vita Sardegna Onlus stavolta non chiede fondi alla Regione Sardegna ma solo un'assistenza più adeguata: chi più dei malati sa come essere assistito?

Vogliamo rispetto per le battaglie che abbiamo fatto, vogliamo il rispetto di leggi e delibere, vogliamo rispetto per la nostra dignità.

Quando ci sarà un governo andremo a Roma per chiedere  fondi per le gravi disabilità e proporre il modello Sardegna, ma intanto lottiamo qua per eliminare sprechi e becera burocrazia.

Siamo malati gravissimi: allettati, con tubi per respirare ed alimentarci, immobili, muti, dipendenti da macchine, bisognosi di assistenza vigile 24 ore su 24.

Non tolleriamo più i pareri e giudizi di medici e burocrati che si arrogano il diritto di giudicare senza essere mai andati a casa di un paziente. Passate 24 ore a casa mia invece che difendere le LOBBY POLITICHE E MAFIOSE per i vostri sporchi interessi.

Chiediamo tre cose:
1)      La circolare del progetto caregiver per i malati di SLA va totalmente rifatta: è inaccettabile che gli uffici abbiano stravolto la delibera posticipando di un anno il progetto.
2)      Non è più tollerabile che i comuni rimborsino le spese dopo 3 mesi, gli operatori vanno retribuiti. L'assessorato deve finanziare i comuni regolarmente. La quota comunale del 20% va eliminata.
3)      Il nostro progetto va deliberato subito, genera almeno 5 milioni di risparmi che possono essere utilizzati per CURE PALLIATIVE E TERAPIA DEL DOLORE.
In Sardegna siamo all'anno zero, i malati terminali muoiono come cani randagi.

Confermiamo che dalle 10,30 del 29 aprile 2013
saremo davanti all'assessorato in  via Roma 223.

Rimarremo in presidio permanente e sciopero della fame, giorno e notte, sino a quando non avremo un impegno scritto e pubblicato nel sito web regionale con le date precise.

La dottoressa De Francisci è una brava persona, ma non ha il coraggio di mettersi contro le lobby e i burocrati. L'Assessore deve fare scelte politiche e non perdersi in riunioni sterili: noi siamo pronti, ci bastano 5 minuti, abbiamo le idee chiare, altrimenti tutti vedranno che razza di MACCHINA DA GUERRA HANNO DAVANTI!

Monserrato, 29 aprile 2013                                                                 Il segretario
Salvatore Usala

mercoledì 24 aprile 2013

La Regione Sardegna non mantiene le promesse.



COMUNICATO STAMPA

Come sempre la Regione fa comunicati invece che rispondere a istanze dettagliate e puntuali.

Nel merito del comunicato è chiaro a tutti che si esprimono in becero politichese senza dare concrete risposte. Le ASL non possono decidere nulla: spetta all'autorità politica dare gli indirizzi di politica assistenziale.

Non è tollerabile che non esista un'assistenza non equilibrata nei vari distretti e ASL: ci sono malati gravissimi che hanno 8 ore di infermiere e altri zero, con differenze nella stessa ASL.

Il Direttore Generale della ASL 8 era d'accordo, il parere è stato stilato da topi d'ufficio o studio medico che non sono mai andati a casa di un malato.

Siamo disponibili ad ascoltare un programma serio di proposte che diano risposte ai tre problemi posti. La dottoressa De Francisci ha pareri qualificati di Direttori di rianimazione, non dilettanti allo sbaraglio o burocrati nominati dalla politica, spesso incompetenti totali.

La giunta deve fare atti: cosa decide la ASL sulla legge di fine vita? Nulla, la rispetta! I malati devono decidere come, quando e dove essere assistiti, infatti il progetto è volontario e sperimentale. Non vogliono ammettere che è fatto bene e pesta i calli agli sciacalli.

Comunque, visto che gli impegni non vengono mantenuti, rilancio:

a) Da oggi farò lo sciopero della fame totale.

b) Il giorno 29 aprile mi presenterò con un solo respiratore con 7 ore di autonomia.

Non si può essere ipocriti, sono passati sei mesi in cui nulla è cambiato. Vi dimostrerò come muore un Sardo con gli attributi. Dimostrate i vostri!

Monserrato, 24 aprile 2013
Il segretario

Salvatore Usala


venerdì 29 marzo 2013

Vengo dopo il TG1


IL DOPO TG
Tanto per far capire che non siamo dei poveri ingenui! Questa è la mail inviata ieri al direttore generale RAI, che naturalmente non avrà risposta. Vedremo alla prossima occasione, che certamente non mancherà.
Però, che stress!
Laura Flamini



A
Direttore Generale RAI Luigi Gubitosi
e p.c.
Direttore TG1 Mario Orfeo
Laura Cason redattrice del servizio
Soci Comitato 16 Novembre Onlus 

Egr. Direttore Luigi Gubitosi,
pur ringraziandoLa per  lo "sforzo" fatto, inutile sottolineare la nostra profonda delusione per la collocazione dell'intervista da me rilasciata, con notevole sforzo.
Questa è la considerazione nei confronti delle persone disabili, 2 minuti nel tg delle 8, il meno seguito....
Direttore, ce lo lasci dire: questa non è solo un' offesa alla nostra intelligenza ma la prova tangibile che non ha colto il vero significato della nostra contestazione.
Lei, o chi per lei,  ha voluto impedire che il Comitato 16 Novembre Onlus, apolitico e apartitico,  ma  fortemente critico sui precedenti Governi, richiamasse l'opinione pubblica e le forze politiche in campagna elettorale, sulla realtà drammatica che migliaia di persone disabili, gravemente disabili, stanno vivendo da troppo tempo ormai.
Il TG1 è  la testata giornalistica principale della televisione di Stato, è un servizio pubblico.
Ha il dovere di informare e non può tacere in merito a  situazioni che coinvolgono il senso di civiltà del nostro paese e il diritto di espressione e di denuncia.
La disabilità è un tema sociale grave che la politica ha il dovere di affrontare, e ogni volta che la RAI non dà voce a questa realtà si rende, molto semplicemente, complice dell'indifferenza e dell'abbandono istituzionale che molte migliaia di persone disabili e di famiglie vivono.
Non possiamo che confermare il nostro scontento, siamo disabili, molto, molto disabili, ma perfettamente in grado di comprendere che il "regalino delle 8" ha, alla fine, dimostrato il vuoto di considerazione e di rispetto nei confronti delle migliaia di sofferenze che rappresentiamo.
Distinti saluti
Laura Flamini
Presidente Comitato 16 Novembre Onlus

lunedì 25 marzo 2013

Assemblea Ordinaria dei Soci C16NO





A TUTTI I SOCI

Oggetto: assemblea ordinaria soci


Il giorno venerdì 29 marzo, nella sede di Monserrato, via Nerva 20, si terrà l'assemblea ordinaria dei soci.
L'orario della prima convocazione è fissato alle ore 17, in seconda convocazione alle ore 19.

ORDINE DEL GIORNO:

1) Approvazione bilancio 2012.
2) Ratifica cariche direttivo.
3) Varie ed eventuali.

La relazione finale sarà inoltrata a tutti i soci, chi volesse mandare un contributo sarà messo agli atti.

Un caro saluto

Il segretario
Salvatore Usala

domenica 24 marzo 2013

PRONTI A BOICOTTARE IL TG1?




Amici, come già scritto qualche giorno fa, abbiamo deciso di protestare contro chi ha voluto toglierci la parola, la RAI ed in particolare il TG1.
Questa è la mail inviata, a breve dovremo fissare la settimana di sciopero degli ascolti. È una protesta che nei numeri non farà certo fallire la rai, ma sarà un segnale per il futuro.
Sarà utile che ai due direttori arrivino tante mail di protesta, ( luigi.gubitosi@rai.it   è il direttore generale rai )  ( mario.orfeo@rai.it   è il direttore tg1 ).
Ma possibile che si debba sempre lottare per  farci "riconoscere? Ci vogliono tutti buoni e zitti, della serie "poverini, sfortunati, che brutto destino" e poi voltano il viso da un'altra parte, e vai, non esistiamo più!!!

NON LO DOBBIAMO PERMETTERE!

lauravostra


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Direttore RAI  Luigi Gubitosi
Direttore TG1 Mario Orfeo
p.c.  a tutti gli iscritti al Comitato


Egr. Direttore,
prendiamo atto della mancata risposta alla nostra richiesta di conoscere i motivi per cui una intervista, a nome del Comitato 16 Novembre Onlus, Associazione per la S.L.A. e le patologie altamente invalidanti, è stata censurata e non trasmessa.
Se una intervista viene autorizzata e poi cestinata un motivo ci deve essere ed abbiamo il diritto di conoscerlo, a maggior ragione poiché si tratta di un tema sociale, estremamente sensibile come le gravi disabilità, che riguarda tutti.
Ci siamo sentiti offesi e questo non lo possiamo permettere a chi svolge un servizio pubblico, che noi contribuiamo a tenere in vita, specie in virtù del fatto che ogni intervista fatta a persona con disabilità  gravissima comporta uno sforzo immane per chi la affronta!
Se lo sforzo è finalizzato a denunciare e rendere pubbliche situazioni insostenibili per i nuclei familiari ove esista una disabilità gravissima, ben venga. Diversamente, quale senso ha?
Come Direttivo del Comitato non intendiamo accettare in silenzio questo comportamento.
Per tale motivo sarà ns. cura, nell'immediato futuro, provvedere ad indire  uno sciopero degli ascolti su TG1 di una settimana, dandone comunicazione ai media tutti.
Distinti saluti.

Laura Flamini
Presidente Comitato 16 Novembre Onlus

domenica 17 marzo 2013

VENGO ANCH'IO? NO TU NO! MA PERCHÉ? PERCHÉ NO!!!



È andata così, né più né meno.
11 febbraio, due cameramen del TG1 arrivano a casa mia per una intervista, un appello ai partiti politici in campagna elettorale perché nei loro programmi non c'è nessun progetto sulle disabilità.
Ancora una volta metto tutta la mia debolezza in mostra, raccolgo la poca energia che mi resta per una ripresa che dura 50 minuti, cerco di essere chiara, so che tutto si ridurrà ad un passaggio di pochi minuti sul telegiornale di domani, ce la metto tutta.
Il servizio non passa né il giorno dopo né mai.
Chiedo spiegazioni direttamente al direttore generale RAI, Luigi Gubitosi . Silenzio.
Invio un nuova mail, minaccio una protesta sulla stampa, ipotizzo convenienze politiche.
Ricevo un risposta che non dice nulla, della serie, "non ho ricevuto la sua mail, non sono a conoscenza...."
Scrivo ancora, spiego, chiedo di sapere il perché, è passata una settimana e nessuna risposta.
Adesso chiedo a tutti voi, lasciamo passare una cosa simile? La RAI non è una tv privata, è un servizio pubblico, paghiamo un canone, non può censurare situazioni sociali di questa portata.
Non è un fatto personale fra me e un direttore, è una offesa a tutti i disabili a cui è stato negato il diritto, tramite me, di parlare ai partiti che dovranno prendere decisioni sulle nostre vite.
Una proposta: uno sciopero degli ascolti del TG1, una settimana da stabilire, una denuncia a mezzo stampa.
Cosa ne dite? Ho bisogno del vostro parere e del vostro impegno perché riesca, la protesta del direttivo del Comitato non basta, ci vuole una protesta che si veda e che dica chiaro : un servizio pubblico non può e non deve negare l'accesso ad un tema sociale di questa portata.
Vi chiedo di esprimervi, poi vedremo tempi e modalità.

buona domenica

lauravostra

sabato 2 marzo 2013

La Fondazione Maugeri ed il trapianto di staminali del Dr. Melazzini

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Alla Direzione Generale della Fondazione Salvatore Maugeri di Pavia
e p. c. Al Sostituto Procuratore della Repubblica Dott. Raffaele Guariniello
LORO SEDI

Spett.le Direzione,
Formulo la presente in nome e per conto del Comitato 16 Novembre Onlus, Associazione per la S.L.A. e le patologie altamente invalidanti.
Nel 2010 abbiamo chiesto al  Dott. Melazzini, affetto da S.L.A. (Sclerosi Laterale Amiotrofica), visti gli evidentissimi miglioramenti del suo stato di salute,  cosa avesse fatto per riprendere funzionalità ormai perdute, facoltà a tutt'oggi purtroppo ancora negata a qualunque ammalato di SLA.
Il Dott. Melazzini  ci ha comunicato di essersi sottoposto ad un trapianto di staminali autologhe presso la Loro struttura, di cui era primario oncologo del Day Hospital, firmando più liberatorie di quanti referti abbia mai firmato nella sua carriera professionale. (Si allega la domanda e la risposta del Dott. Melazzini).
Per quanto ci è dato conoscere in Italia, ancora oggi, non è possibile effettuare un trapianto che  non sia stato sottoposto all'approvazione dell'ISS.
Ogni giorno ci interfacciamo con i medici che inneggiano alla prudenza ed al rispetto delle regole civili, etiche e professionali, quelle regole che impediscono loro di prescriverci, o anche solo consigliarci, rimedi la cui sicurezza ed efficacia non sia documentata, e regolarmente  e scientificamente testata.
La legge italiana dispone che è necessario organizzare una sperimentazione che testi e  verifichi gli effetti sui malati con qualunque patologia: questo richiede tempo, anni, risorse, diversi malati volontari, decine di medici, ricercatori,   centri qualificati che seguano un protocollo approvato da una serie di agenzie che ne verifichino la qualità.
Tutto questo iter, tuttavia, per sua diretta ammissione, non è stato seguito dal Dott. Melazzini che ha potuto sottoporsi a tale sperimentazione senza doversi attenere ai vincoli dettati per tutti gli altri ammalati.
Tutto ciò avrebbe avuto un senso se, al manifestarsi dei primi segnali  di miglioramento,  (si parla di pochi  mesi), ci fosse stata una pubblica dichiarazione sulla terapia provata e una conseguente richiesta di validarla.
Così non è stato. La dichiarazione allegata risale, ripetiamo, solo al 2010.
Prima di essa, il Dott. Melazzini aveva salutato gli ammalati di SLA che rappresentava, in quanto Presidente dell'Associazione AISLA, dicendo loro che i suoi ritrovati movimenti erano dovuti
all' “adrenalina”  che aveva in circolo.  Ma il trapianto risale ad anni prima, molto prima del 2010.
E ci sono voluti ben 6 (?) anni prima che due soli pazienti fossero arruolati in un trial del quale ancora non si conoscono gli esiti.
C'è molta poca chiarezza in tutto ciò e riteniamo che, per farla e per dare risposte a tutti gli ammalati che la chiedono, si debba partire dalla Loro struttura, luogo in cui il trapianto è stato possibile, documentando ufficialmente tempo, modalità ed autorizzazione all'esecuzione dell'intervento, che non può essere stato realizzato dal  Dott. Melazzini in solitudine.
Attendiamo, per quanto sin qui enunciato, di conoscere la Loro risposta in merito,
comunicando, altresì, che entro 10 gg dalla presente provvederemo a sporgere formale denuncia.

Distinti saluti.

Laura Flamini
Presidente COMITATO 16 NOVEMBRE ONLUS
02/03/2013
All.ti:
1.     Lettera al Dott. Melazzini
2.     Risposta del Dott. Melazzini

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Lettera aperta al Presidente Aisla Dr. Melazzini

di Mariangela Lamanna

Gent.mo Presidente,
dopo il ns. incontro in quel di Roma, ho avuto modo di riflettere tanto e ho deciso di accontentarLa nel Suo invito: “parliamone”. A dire il vero l'avevo fatto anche in passato ma, come scrittomi anche dalla Segretaria generale, può capitare che nella confusione le mails vadano perse e io non abbia il piacere di leggere la Sua risposta.
E sia. Andiamo avanti e, per avere certezza che questo mio scritto La raggiunga e, soprattutto, per accontentare anche tanti carissimi amici, Le scrivo una lettera aperta.
Mi permetto di coinvolgere anche gli altri ammalati di Sla in questa ns. pubblica chiacchierata, in quanto ritengo che le informazioni che vorrà darmi, saranno utili a molti di loro e, soprattutto, chiarificatori per tutti. Anche perché, francamente, a volte sono stanca di non avere risposte ad interrogativi che mi provengono da ogni dove.
Cerchi di capire, Presidente, non tutti hanno la capacità di buttar giù due righe, non tutti hanno la forza, a molti manca la voglia, si sentono abbandonati ma noi, che ci muoviamo per loro, abbiamo il dovere di fare tutto e di più per accontentarli nelle loro richieste e sostenerli come meglio possiamo.
Troppe cose non chiare, troppi dubbi, troppe domande che non hanno mai ricevuto risposta, altre le cui risposte erano in conflitto con quanto precedentemente dichiarato da Lei o altre persone a Lei vicine.
Basta, negli occhi ci siamo guardati. Ora è giunto il momento di andare oltre, come ha detto Lei e di sgombrare il campo a qualunque malinteso.
Intanto chiariamo una volta per tutte che non fa parte del mio costume scagliarmi contro qualcuno per scaricare le mie frustrazioni. Sono una persona assolutamente libera da ogni condizionamento, nonostante tutto, e mi limito ad osservare ciò che mi circonda e giudicarlo secondo le mie (magari scarse????) capacità intellettive. E consento sempre agli altri di esprimere i proprio punto di vista e di farmelo, altresì comprendere.
E veniamo al dunque, al dubbio diventato certezza dopo il ns. incontro.
Sul forum di SlaItalia, home, sito web, biblioteca, leggo una frase del Suo libro che recita così:
«Da quattro anni sono malato di Sla... Nonostante sia costretto sulla sedia a rotelle, possa solo muovere due dita della mano destra, sia alimentato artificialmente....apprezzo sempre di più quanto sia bello vivere...!
Era il 2007 Presidente e oggi, 2010, quelle due dita della mano destra si sono trasformate in una potentissima stretta di mano, piena di vigore e di energia, e l'ho osservata mentre muoveva le sue dita con una dimestichezza ed una disinvoltura che mi hanno impressionato ancora di più. 
E facciamo ancora un passo indietro: il suo "esperimento" su sé stesso con le staminali.
Libro, non libro, non mi interessa. Mi interessa invece ciò che fu detto, e cioè che Lei non aveva tratto alcun giovamento da quella sperimentazione e che solo grazie all'eccesso di adrenalina che aveva in corpo, poteva articolare le braccia ormai immobili.
Allora, mi chiedo, se così è, a cosa è dovuto il suo innegabile miglioramento, davvero all'eccesso di adrenalina? E, se è vero che non ci sono stati questi miglioramenti, perché insistere con questa sperimentazione? 
Sperimentazione attorno alla quale, come al solito, aleggia l'aria di mistero che neanche il miglior mago riuscirebbe ad eguagliare.
Quando partirà questa sperimentazione? E dove? Quanti pazienti saranno reclutati? E in che modo?
Da una parte abbiamo Il Dott. Vescovi che ci mette al corrente degli insuccessi o del suo procedere in questo complicato cammino, dall'altro Lei che rappresenta, come dice sempre, tutti gli ammalati di SLA, soci o non soci Aisla, che ci "costringe" (lo dico bonariamente....) a comprare i suoi libri per sapere qualcosa in più.... due paginette..... un po’ poco se parliamo della vita e della speranza per oltre 5000 ammalati in tutta Italia.
Presidente Lei, ci e mi, chiede fiducia. Eccomi pronta a dargliela personalmente se avrà dipanato i dubbi più importanti che mi ballano in questa testa da un bel po’.
Come ha fatto Lei, Presidente, in una malattia che può registrare solo il peggioramento, a migliorare così tanto?? Se è questione di adrenalina in circolo, possibile che tutti gli altri ammalati di Sla abbiano la sfortuna di esserne privi? 
E se, come sostiene, lei non ha avuto miglioramenti con la sperimentazione che ha testato su di sé, non Le pare sia un gran peccato buttar via tanti soldi in qualcosa che non ha funzionato?
Sa perché glielo chiedo Presidente? Lei è venuto a farci visita a Roma, in data 16 novembre giornata in cui un gruppo di ammalati di Sla ha combattuto ed ottenuto anche uno stanziamento di 10 milioni di euro da destinare alla ricerca. 
Un successo tutto ns., del COMITATO 16 NOVEMBRE, frutto solo dei ns. sforzi, del ns. impegno, della ns. tenacia, del quale vogliamo godano tutti gli ammalati in egual misura.
E abbiamo il dovere, per rispetto agli ammalati tutti , di impegnarci affinché questi soldi non vadano dispersi o dissolti nell'aria come già successo per altri stanziamenti mai arrivati a destinazione.
Mi auguro vivamente che tale sperimentazione funzioni, perché ritengo sacrosanto che chi, come Lei, 4 anni orsono muoveva solo due dita della mano, domani possa, a pari suo, fare una carezza ai propri figli.
Mi chiedo, tuttavia, come ci si regolerà nei confronti dei restanti 4990 ammalati che non saranno reclutati? Sarà almeno dato loro modo di avere un quadro chiaro di questa sperimentazione, insomma essere coinvolti in qualcosa che riguarda la propria vita?
Grazie per le esaustive risposte che vorrà fornirmi a definitivo chiarimento di quanto dettoci nel ns. incontro romano.

Mariangela Lamanna
Presidente Associazione Puglia Amore Mio
Componente COMITATO 16 NOVEMBRE
Care giver di Giusi Lamanna - ammalata di Sla dal 15/4/2008


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LA RISPOSTA DEL DR. MELAZZINI

Gentile sig.a Lamanna,
grazie per avermi scritto. Parto un po’ da lontano, ma penso sia importante. Alcuni anni fa la malattia era in caduta libera, peggioravo rapidamente; nel bene o nel male, cercavo di studiare e documentarmi il più possibile. Il mio interesse nelle varie cause della malattia era però indirizzato in particolare al coinvolgimento sia del sistema immunitario, sia alla risposta infiammatoria. In letteratura sempre di più, già alcuni anni fa, ma soprattutto ora, si vede come nel processo patologico intervengano sia cellule dell’infiammazione (le cellule della glia) sia anche vari fattori di crescita, che citochine, soprattutto in senso protettivo. Ipotizzai allora di sottopormi ad un trattamento che potesse agire sia sul sistema immunitario, sia stimolare la liberazione di citochine che di fattori di crescita. Pensai di utilizzare il trattamento che già veniva applicato nella terapia di alcune patologie autoimmuni, nei mielomi ed in alcuni linfomi. Inoltre un trattamento simile era già stato provato in pazienti con sclerosi multipla. Nel mondo Sla a livello internazionale, un grande fautore di queste ipotesi è il Prof. Appel. Il trattamento consisteva nell’utilizzo di un farmaco con proprietà di immuno modulatore e di immunosoppressore, la Ciclofosfamide ad alte dosi, e nella raccolta e re infusione di cellule staminali emopoietiche autologhe (cioè cellule staminali dello stesso paziente). Andando contro tutto e tutti (i neurologi, la direzione del mio ospedale), riusciì con molta fatica ad applicarmi il trattamento (ho firmato più assunzioni di responsabilità come medico in quel periodo, che proporzionalmente di quelle firmate in tutta la carriera professionale).
Sono arrivato al trattamento con un quadro di tetra paresi spastica, disfagia per solidi e liquidi (avevo posizionato già la peg) insufficienza respiratoria restrittiva (utilizzo della NIV 12-14 h al giorno). Tutti i parametri clinici e strumentali erano stati monitorati. Praticamente in cosa consisteva il trattamento: al giorno I mi veniva infusa la Ciclofosfamide ( 3 gr totali). A partire dal giorno III veniva iniziata la somministrazione di G-CSF( fattore di crescita granulocita rio) per la mobilizzazione dal midollo osseo di cellule staminali emopoietiche. 
In 10 giornata mi venivano raccolte le staminali con un procedimento di aferesi ( una sorta di dialisi), e successivamente congelate e conservate. Dopo circa 30 giorni nuova infusione di Ciclofosfamide e a 48 ore re infusione delle mie cellule staminali e trasferimento in camera sterile.
Sono stati giorni pesantissimi in cui sono stato molto male, in particolare ho avuto diversi problemini (tutti prevedibili) ed un evento avverso importante cardiologico del quale porto ancora le conseguenze, ma dopo 10 giorno uscì dalla camera sterile. È stato un percorso difficilissimo, duro non solo fisicamente e psicologicamente, ma soprattutto per le grande ostilità che ho incontrato. 
Inizialmente non notai nulla, ma dopo circa 1 mese notai che il mio respiro, in particolare quando parlavo, era meno pesante. Pensavo ad un effetto placebo, ma dopo due mesi, quando mi ricontrollarono gli esami, la capacità vitale mi era aumentata di 100 cc, non molto ma molto incoraggiante per me. A distanza di circa 8 mesi dal trattamento mi sentivo più forza alla mano destra. Da li è cominciata la mia battaglia contro i miei colleghi neurologi ed ematologi per cercare di trasformare il mio protocollo in un protocollo di fase 1 per valutarne con i numeri, la sicurezza certa del metodo. Dopo confronti abbastanza duri e sostenuti, seppur che non accettavano totalmente il mio razionale, accettarono invece di stendere il protocollo con il G-CSF che ha portato a dei risultati giudicati interessanti. Se interessa questo è l’articolo relativo (Consistent bone marrow-derived cell mobilization following repeated short courses of granulocyte-colony-stimulating factor in patients with amyotrophic lateral sclerosis: results from a multicenter prospective trial.) Tarella C, Rutella S, Gualandi F, Melazzini M, Scimè R, Petrini M, Moglia C, Ulla M, Omedé P, Bella VL, Corbo M, Silani V, Siciliano G, Mora G, Caponnetto C, Sabatelli M, Chiò A; STEMALS STUDY GROUP Cytotherapy. 2010;12(1):50-9
Questo primo risultato mi ha permesso di stressare ulteriormente la comunità dei ricercatori sla perché era importante che quanto fatto da me doveva essere replicato correttamente per ottenere dati scientifici certi. Dal Centro NeMO, abbiamo proposto ufficialmente e finalmente il protocollo, condiviso da tutti gli sperimentatori che, dopo un lungo e burocratico iter, è arrivato all’ISS. (Istituto Superiore di Sanità) per l’autorizzazione alla sperimentazione.
Il titolo del Protocollo è : TREATMENT OF AMYOTROPHIC LATERAL SCLEROSIS PATIENTS WITH CYCLOPHOSPHAMIDE FOLLOWED BY AUTOLOGOUS HAEMATOPOIETIC STEM-CELL TRANSPLANTATION SUPPORT: AN OPEN LABEL PHASE I/IIA STUDY.
Gli obiettivi dello studio saranno: verificare la sicurezza e la tollerabilità della CY ad alto dosaggio seguita da cellule staminali ematopoietiche in pazienti affetti da SLA e ottenere dati preliminari della possibile attività di tale trattamento sulla evoluzione clinica della malattia.
Lo studio sarà Multicentrico, in aperto di fase I/II. Il Centro coordinatore sarà la Clinica Neurologica di Genova con il Prof. Mancardi e la dr.ssa Caponetto. Verranno trattati 28 pazienti in 7 centri italiani con esperienza sui trials nella SLA e nella terapia ad alto dosaggio con farmaci immunosoppressori. (Genova, Milano 2 centri, Novara, Torino, Firenze e Siena).L’ Endpoint primario sarà valutare la Sicurezza e tollerabilità del trattamento nella SLA. I criteri di inclusione saranno i classici di tutti i trial clinici.
Se l’autorizzazione ISS mi auguro arriverà nei tempi previsti, gli arruolamenti inizieranno entro la fine di Gennaio 2011 salvo imprevisti o intoppi burocratici. 
Tutto ciò viene fatto e sarà e continuerà ad essere fatto per i malati. La ricerca purtroppo ha delle regole e dei tempi che devono essere da noi malati accettati e rispettati, pur a volte non condividendoli. Ma a ciò che oggi noi non possiamo accedere perché non reclutati, un domani mi auguro il più vicino possibile, il tutto possa essere accessibile a tutti. E quando dico il tutto mi riferisco a qualsiasi protocollo sperimentale che dimostrerà una efficacia. Dobbiamo resistere.
Infine come mi auguro Lei saprà la SLA si manifesta con quadri clinici diversi a seconda della maggiore o minore compromissione del I. II o bulbare motoneurone, con tempi di progressione, evoluzione e sintomatologia diversi da caso a caso. 
Ciò che posso dirLe, è che io sono convinto che ciò che ho fatto mi ha aiutato, ma mi hanno e mi aiutano molto le motivazioni che quotidianamente incamero incontrando le persone malate ed i loro famigliari, che mi spingono a lottare, arrabbiarmi, proporre e confrontarmi, per cercare di fare ed ottenere qualcosa, anche se può sembrare solo una goccia, per i malati di SLA e le loro famiglie. E questo è quanto, quando faccio riferimento all’adrenalina.
Non passa sera che mi addormento pensando di potere guarire e prego sempre che tutti possano guarire. Sono molto stanco e tutto ciò che faccio mi costa una fatica immane, ma probabilmente questo non viene tenuto in considerazione, ma come dico sempre, andiamo avanti.
Mercoledì scorso ho incontrato il Prof. Vescovi con la dr. Mazzini; ci si augura, salvo i soliti intoppi o vincoli burocratici, che entro il 2011, anche il protocollo con le cellule staminali neuronali, possa prendere il via.
Porti il mio caro saluto ed un abbraccio a Giusy.
Spero di avere risposto alle Sue domande, ma se ci fossero altri dubbi o chiarimenti da fare, rimango a Sua disposizione. Buona serata ed un cordiale saluto
Mario Melazzini






mercoledì 27 febbraio 2013

SERVIZIO PUBBLICO di Laura Flamini




E poi dovrei anche pagare il canone!
Quale retro-pensiero politico/elettorale ha impedito al Direttore Generale della Rai di trasmettere  una intervista  a nome del Comitato 16N?
Educatamente ho chiesto spiegazione con la mail che segue, convinta di avere il diritto di sapere perché si invia una troupe RAI a casa mia, mi fanno domande, riprendono per un'ora e poi più niente.
Capisco che non sono bella da vedere, ma non credo che sia per questo, chissà magari non sono stata politicamente corretta.
Ma la RAI non è un servizio pubblico?
Resto in attesa di una risposta, forse arriverà ...
lauravostra

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Egregio Direttore Generale RAI1
p.c. Segreteria e Direttivo Comitato 16 Novembre Onlus

Il giorno 11 c.m.   ho fatto una intervista per RAI 1, di circa 50 minuti, nella mia abitazione, per lanciare un appello a tutte le forze politiche in competizione elettorale sul tema delle disabilità, purtroppo assente nei dibattiti.
Sono ormai trascorsi molti giorni e non mi risulta che questo servizio sia stato trasmesso, e penso che sia legittimo da parte mia chiederle il perché.
Del resto un notevole numero di persone, disabili e non, a nome dei quali il mio appello veniva lanciato, mi hanno posto la stessa domanda ed io mi sento in dovere di dare loro una risposta.
Sono Laura Flamini, presidente del Comitato 16 Novembre Onlus in difesa dei disabili gravi, associazione a cui aderiscono moltissimi malati di ogni regione.
Sono io stessa disabile grave, le sto scrivendo con gli occhi, per me parlare per il tempo dell'intervista è stato uno sforzo fisico notevole, che assolutamente non rimpiango ma non avrei voluto inutile.
Fiduciosa nella sua gentilezza a darmi una risposta, la ringrazio per la sua attenzione.

Cordialmente
Laura Flamini
Presidente Comitato 16 Novembre Onlus

venerdì 22 febbraio 2013

IN PUNTA DI PIEDI


IN PUNTA DI PIEDI 
di Laura Flamini

Sì, lo faccio in punta di piedi e a voce bassa (mi sembra una metafora appropriata).
Non intendo convincere, solo raccontare.
Ieri, mercoledì, alcuni candidati di SEL sono venuti da me, dopo aver manifestato interesse ad incontrare il Comitato 16 Novembre.
In particolare ho avuto uno stretto confronto con Marisa Nicchi, candidata in prima posizione alla Camera. Non ho avuto bisogno di parlare molto del Comitato e delle nostre lotte, era palese che conoscono bene la nostra storia, ho invece insistito sull'impegno necessario per dare una svolta significativa al modo di intendere la disabilità e i suoi bisogni.
Ho insistito sull'assistenza domiciliare, sul sostegno economico, su come sia faticoso il percorso per ottenere dalle strutture preposte, Asl e Inps, il riconoscimento dei nostri diritti.
Ho portato esempi drammatici, ho raccontato le differenze assurde fra le regioni, ho denunciato la ripartizione dei fondi sul numero degli abitanti, ancora una volta nonostante le nostre richieste e gli impegni promessi.
Ho avuto modo di presentare le scelte della Regione Sardegna che il nostro Tore ci ha fatto conoscere, come esempio di possibili virtuose soluzioni.
Tre ore a parlare di disabilità, a chiedere ed ascoltare impegni, di fronte a giornalisti e tv, purtroppo solo locali.
Mi sono sembrati molto colpiti dalla lucidità delle nostre posizioni e dalla determinazione piena di dignità delle nostre azioni.
Ho ascoltato impegni, proposte di  incontri futuri per approfondire i tanti aspetti di questa profonda ferita sociale.
Soddisfatta? Ho imparato ad non esserlo mai, ho imparato a  dare fiducia con riserva quando mi sembra di avere elementi per farlo, e verso Sel penso di poterne avere.
La riserva sparirà dopo le elezioni, quando, e se, ci saranno, dopo le parole, i fatti.
Mi sono permessa di aggiungere a questo doveroso compte-rendu la mia personale opinione, in punta di piedi e a voce bassa.

lauravostra


Comitato 16 Novembre Onlus
S.L.A. (Sclerosi Laterale Amiotrofica) e malattie altamente invalidanti - Disabilità gravi gravissime.

mercoledì 20 febbraio 2013

SEL INCONTRA IL COMITATO 16 NOVEMBRE ONLUS




I candidati SEL, Alessia Petraglia capolista al Senato e Marisa Nicchi capolista alla Camera, il consigliere regionale Mauro Romanelli, nel pomeriggio del 20 febbraio incontreranno Laura Flamini, presidente del Comitato 16 Novembre Onlus.
L'incontro, per le condizioni della presidente, malata da quattro anni di SLA, avrà luogo a Casteldelpiano (GR), presso la sua abitazione, e sarà accompagnato da una conferenza stampa (Per chi è interessato:  tel. 339/1905726 - laura.flamini@iable.it).

Il Comitato, nato in difesa dei malati gravi, è stato protagonista nel 2012 di ben 5 presidi a Roma, scioperi della fame drammatici, che hanno portato da 0 a 275 milioni  il fondo per la non autosufficienza, e difeso 300 milioni per le politiche sociali.
I leader di tutte le forze politiche hanno ricevuto una richiesta d'impegno e di dichiarazione d'intenti sulle tematiche  legate alle disabilità, all'assistenza, al supporto alle famiglie, richiesta accompagnata da proposte e relative possibili coperture finanziarie.
L'interesse di SEL ad incontrare il Comitato permetterà un confronto diretto su quello che è il suo progetto politico e la realtà di abbandono che vivono milioni di disabili e delle loro famiglie.
I disabili vogliono capire chi farà una politica che riporti  i fondi per il sociale almeno ai livelli del 2009, azzerati dal Governo Berlusconi nella finanziaria del 2011.
I disabili vogliono, in Parlamento, Onorevoli che sostengano i loro diritti, che sono poi diritti di tutte le persone, di fronte alla fatalità di malattie o situazioni che provocano invalidità e non autosufficienza.

In ogni caso ad aprile  il Comitato 16 Novembre Onlus si prepara ad essere di nuovo a Roma, davanti ad un Ministero,  qualunque sia il governo che uscirà da queste elezioni, per verificare gli impegni presi e contro chi non avrà la volontà di sostenerli.

Laura Flamini
Presidente Comitato 16 Novembre Onlus
S.L.A. (Sclerosi Laterale Amiotrofica) e malattie altamente invalidanti - Disabilità gravi gravissime.